Ho appena finito di ascoltare il nuovo album dei Baustelle, I mistici dell’occidente. Primo ascolto. Meglio specificare.
La prima cosa che mi è venuta in mente è che se qualcuno mandasse una copia dei Mistici dell’Occidente a Quentin Tarantino, questo farebbe immediatamente un contratto a Francesco Bianconi per le colonne sonore di tutti i suoi prossimi film.
Ormai non sono più citazioni, il nuovo corso di Baustelle è un vero e proprio genere, chiamatelo MorriconeRock, o SpaghettiRock, ma l’influenza di quel tipo di musica la si sente in praticamente tutte le tracce del cd.
E’ la forza e allo stesso tempo la debolezza di questo disco, che per certi versi è un deciso passo in avanti rispetto ad Amen, un consolidamento della propria identità ormai ben riconoscibile, per altri un ripetersi musicalmente, quasi se Bianconi avesse finito la voglia di sperimentare nuovi percorsi, nuovi orizzonti.
Ma se il singolo che aveva anticipato l’uscita del disco, Gli Spietati, non mi aveva convinto del tutto, sono sicuro che alcune canzoni di questo album (La canzone della rivoluzione, La bambolina, Groupies, L’estate enigmistica e soprattutto Le Rane) rimarranno nei classici del repertorio di Bianconi e soci.
Condivido specialmente per Le Rane, molto bella. Ad Aprile li sentirò live, vediamo cosa sapranno trasmettere…
Condivido specialmente...Rane, molto bella. Ad Aprile li sentirò live, vediamo cosa...